lunedì 5 dicembre 2016

{Le Solitarie} Il Crimine - Ada Negri

Questa é la storia di Cristiana. Non ci sono parole adatte per descriverla. Per paura delle malelingue del paese e che il marito la uccida, preferisce abortire il figlio avuto con l'amante. 

Cristiana é stata lasciata sola: il marito é partito per Buenos Aires e non voleva donne tra i piedi. La suocera, con cui vive, le parla appena. L'amante non vuole saper né di lei né del bambino.

E cosí Cristiana beve un miscuglio che l'accompagna, attraverso dolori lancinanti, dal voler liberarsi del bambino all'amarlo fino a volerlo seguire nella morte.

Ella era ancóra fresca e maestosa, malgrado i suoi settantacinque anni: con una gran fronte convessa, la pelle tesa, le braccia legnose, aspre di nodi, e una bocca rientrante, serrata, che sola diceva la vita trascorsa in durezza implacabile di fatica, in esercizio implacabile di virtú. Fatica e virtú ch'ella esigeva nei figli e nelle mogli dei figli; senza indulgenza per sé, senza indulgenza per  gli altri.

Cristiana camminava senza affrettare il passo, a testa alta, con l'innata dignità di portamento che in paese l'aveva fatta soprannominare «l'Imperatrice».
 ok questa me la son segnata perché amante dei Tarocchi ^^

Onde impetuose di sangue le si avventavano dal grembo al cervello, lasciandole il cuore vuoto, naufragante in un languore di morte.

Sentiva che un'agonia avveniva in lei, d'un altro essere in lei vivente. E, sentendoselo morir dentro cosí, cominciava a capire, ad amarlo, a spaventarsi di ciò che aveva commesso. Un mostruoso fatto stava accadendo, per sua volontà. Dalle radici della sofferenza saliva un odio veemente contro l'uomo che se ne stava in quei momenti tranquillo, senza pensieri, senza rimorsi; senza che alcuno potesse fargli del male; mentr'ella, e chi si spegneva in lei, portavano il peso dell'amore e del delitto.
che triste! :'(
Qualcuno la mordeva dentro, la dilaniava per non morire, in una lotta bestiale; e ripeteva addentandola: «Non voglio» ed ella s'abbandonava, fiaccata, mormorando: – Perdono.

domenica 4 dicembre 2016

{Aspettando Natale} - La Neve Ideale

Mai sabato fu piú bianco; sulla neve di novembre, dura, gelata, scintillante di piccoli cristalli, il mio cagnolone lascia impronte giganti accanto a quelle di uccellini delicati.

Di notte é caduta altra neve: tutto il cimitero, qui difronte, é diventato una grande, sola, anonima tomba.

sabato 3 dicembre 2016

{Moby Dick} Post Riassuntivo

Capitolo VII - La Cappella
Capitolo VIII - Il Pulpito
Capitolo IX - La Predica

{Le Solitarie} Anima Bianca - Ada Negri

Rosanna ha un solo sogno: diventare maestra dei piccini di prima elementare del suo paese. E per fortuna ce la fa! Certo peró che faticona! :D Ha preso il diploma magistrale con tutti "sei" e di storia, matematica, letteratura non sa un'acca che sia una.
Davanti alla Divina Commedia rimaneva terrorizzata come un uccelletto immobile sul ramo, vinto dalla fissità magnetica degli occhi dello sparviero, che gli piomba addosso a rapidi giri concentrici.

Comunque, dicevo, ce la fa. Ritorna al suo paesino bello dove la cattedra giá l'aspetta. Rosanna adora tutti i suoi scolari e gli scolari adorano lei.
Quando vedeva che i fanciulli erano stanchi, distratti, irrequieti, si metteva a raccontar favole, seduta in mezzo a loro sull'angolo d'un banco, colle mani incrociate sul grembo e le spalle un po' curve, nella loro gracile linea rimasta adolescente. Ingenue favole, semplici e bianche come l'anima sua; che i fanciulli bevevano a bocca aperta, immobili sotto il fascino di quegli occhi d'aria, di quella voce d'aria.

Un racconto dai personaggi dolcissimi..
Paoluccio De Giuli, lo zoppetto dal furbo musino di scoiattolo, tornava spesse volte a casa con un'ombra di febbriciattola.

..e dall'ambientazione da fiaba dei fratelli Grimm:
Silenzio selvaggio: solitudine d'acque: solitudine di foreste. Ma ella non temeva di nulla. Era di quella terra, ne conosceva ogni albero, ogni macchia.

E poi di colpo un giorno viene assalita:
In un nebbioso crepuscolo di novembre, la signora maâstra tornava, sola, dalla Cascina Rossa. – Cric-cric – facevano sotto i suoi piedi le foglie morte. Pensava: «Il bosco è un letto di foglie morte....» D'un balzo, qualcuno le fu sopra.


Qui il racconto si fa nero e tetro. Non adatto a tutti. A me sinceramente ha turbato perché proprio non me lo aspettavo.
Rosanna non si sentiva piú degna de' suoi bambini. Sul corpo e sull'anima qualcuno le aveva gettata una veste infame. Non poteva piú rimanere al suo posto, vivere accanto ai fanciulli, splendere della loro luce, parlar loro del bene, della bontà, della speranza, delle bellezze terrene e celesti. Non v'era bene, non v'era bontà, non v'era speranza: non rimaneva che lasciarsi cadere a terra, sotto le ruote d'un carro, e morire.

Il finale cosí conclusivo mi fa pensare che i personaggi della Negri nascano e muoiano con le loro storie. Questa é stata senz'altro una storia molto forte e triste, perché parla di eventi inaspettati che rovinano la vita per sempre. Quasi fosse una macabra favola in cui a vivere felice e contento é il cattivo di turno.

Al prossimo racconto,
Beatrice.

giovedì 1 dicembre 2016

{Le Solitarie} Una Serva - Ada Negri

La storia di una donna con la vocazione per fare la serva. 

Leggendo il racconto si potrebbe pensare che Anin é matta a farsi piacere un lavoro estremamente faticoso e per padroni che non sanno riconoscerlo, anzi fanno pretese allucinanti.

Ma la vita di Anin ha in serbo per lei un dono: la semplicitá della vita e il saper assaporare ogni cosa e ogni momento comprendendone la volubilitá inevitabile.

L'uscio a vetri, aperto sulla ringhiera, raccoglieva nel vano una visione di pace infinita, un mare di verde in tre toni: ricco e lucido dei castagni, giallognolo dei noci, grigio delle betulle: giú giú digradante a onde, fin che terra e cielo andavano sommersi in una nebbiolina bluastra.

Si tratta di una storia molto dolce che lascia serenitá nel lettore.

Buona serata,
Beatrice.

mercoledì 30 novembre 2016

{Le Solitarie} Nella Nebbia - Ada Negri

É una storia fatta quasi di poesia. Ci parla della vita a metá di Raimonda. Una ragazza dal viso sfregiato che si ritrova, come in un sogno, improvvisa ladra di baci.
Vi sono tragedie che afferrano una creatura in piena bellezza, in piena felicità, in piena azione; e l'incalzano e la premono come volessero proprio ucciderla: poi la lasciano, a terra, inerte, uno straccio, ma libera: ed ella a poco a poco si riconosce, si ritrova intatta, riprende a vivere, a gioir delle forze naturali, a respirare energia e speranza, quasi che nulla fosse avvenuto. Vi è, invece, la tragedia muta, sorda, costante, fissa, che ha l'inesorabilità d'un cancro. Non v'è scampo contro di essa.

Questo per me é il racconto piú bello della raccolta "Le Solitarie". É pura poesia.

Buona serata,
Beatrice.

martedì 29 novembre 2016

{Le Solitarie} Il Posto dei Vecchi - Ada Negri

Questo racconto si trova nella raccolta "Le Solitarie" di Ada Negri. 

Si tratta evidentemente di un racconto biografico, perché c'é Feliciana cucitrice (come la madre di Ada) e Gigi vetturino amante del vino che lascia lo stipendio all'osteria (come il padre di Ada).

La storia é tristissima e mi ha fatto pensare a quanto le cose siano cambiate oggi. Ho anche ripensato a "Un medico in famiglia" dove grazie a una buona e solida situazione econimica vivono tutti insieme proprio come una grande famiglia. Quante persone son passate per Casa Martini! 

Comunque tornando alla storia della Negri per me ci vuole dire: si nasce soli, si muore soli. Certo é straziante leggere della cattiveria nata dalla povertá.

Un racconto molto bello anche se parecchio triste. Mi ha messo addosso malinconia e ricordato tanto Ursula di Marquez in "Cent'anni di Solitudine".

Buona serata,
Beatrice.

lunedì 28 novembre 2016

{Racconto del Mese} Gli adolescenti - Ada Negri

Ogni mese sul forum di lettura Le Notti Bianche scegliamo e leggiamo insieme un racconto per poi discuterne insieme. 

Quello scelto per Novembre é "Gli Adolescenti" di Ada Negri.

Che dire..é un racconto molto dolce con alle spalle uno scenario fatto di urla e sofferenza interiore. 

Famiglie spaccate, in cui litigi e urla fanno parte del quotidiano. 
Le due voci avversarie giungevano sino alla camera della fanciulla, urtandosi come spade aguzze, già insanguinate in punta, nel pugno di esperti duellanti. Quella dell'uomo, bassa, ostinata, senza alzarsi mai di tono ripeteva accuse ed ingiurie d'una trivialità che offendeva persino l'aria e le pareti. Quella della donna saliva e scendeva a sbalzi, scoppiava in stridule risate convulse, a volte netta e crudele in frasi che si piantavano, sillaba per sillaba, nel cuore nemico, chiodi in un muro: a volte gutturale, morente, soffocata nella gola da una mano di ferro.
Ignorati dai genitori, che hanno dimenticato il loro ruolo di guida, i due adolescenti innamorati, Antonella e Petruccio, vogliono un rapporto diverso dall'amore che conoscono, vogliono un rapporto fatto di armonia e stabilitá. 
Intorno, tutto era appena nato. Un pettirosso li guardava, da un ramo di mandorlo. Un ragazzetto passò, col grembialino pieno di bacche vermiglie. Aromi a zaffate, d'una dolcezza amara, venivano dal traboccante rigoglio delle glicini. Da qualche nuvola, a capriccio, cadevano rade, intermittenti gocce.
La giovane coppia scopre peró il loro atteggiamento e ideale di futuro insieme non si discosta di molto da quello dei propri genitori. Discutono e subito l'eco delle urla mattutine si fa strada nei loro ricordi. Segue un finale dolcissimo:
L'animo d'entrambi era consolato: era una foglia nuova, che brillava al sole, ancora tutta intrisa di pioggia.
Questo racconto mi é piaciuto molto e leggeró presto anche gli altri presenti nella raccolta "Le Solitarie".  


Buona serata,
Beatrice.

domenica 27 novembre 2016

{Moby Dick} Capitolo IX - La Predica

Qui diventa divertente!

Padre Mapple si alzò, e con un tono autorevole ma cortese e modesto ordinò al pubblico sparso di riunirsi. «Banda dritta, laggiù, tutti a babordo. Banda sinistra a tribordo! In mezzo, in mezzo!»

Tutti si spostano. E la predica piú marineresca di sempre ha inizio:

Con lunghe e solenni cadenze, come il continuo rintocco della campana su una nave che affonda in mezzo alla nebbia, proprio con un tono così cominciò a leggere l'inno che segue; ma verso le ultime strofe cambiò voce, e scoppiò in uno scampanio di gioia e di esultanza: Le costole e gli orrori dentro la balena m'inarcarono addosso un buio sinistro, tutte le onde di Dio fluttuarono nel sole sprofondandomi giù verso il giudizio. Vidi aprirsi la strozza dell'inferno con dentro pene, infinite tribolazioni; solo chi le ha provate può parlarne; e io precipitavo nella disperazione. 
Nell'angoscia nera chiamai il mio Dio, se mio ancora lo potevo pensare, Egli chinò l'orecchio ai miei lamenti e la balena non mi tenne più in carcere. Egli corse rapido a darmi aiuto come portato da un radioso delfino; tremenda ma fulgida come un lampo brillò la faccia del mio salvatore Iddio.
Il mio canto ricorderà per sempre quell'ora terribile, quell'ora piena di gioia: ne dò la gloria al mio Signore, Sua è la potenza e la misericordia.

sabato 26 novembre 2016

{Moby Dick} Capitolo VIII - Il Pulpito

Il cappellano Marple entra finalmente! Costui é un vecchio marinaio e ramponiere e raggiunta una certa etá ha deciso di lasciare la vita in mare per il sacerdozio. Peró..peró..il mare non ha lasciao lui e cosí ha abbellito la cappella a una sorta di nave. 




Vediamola da piú vicino:

- Il Pulpito: é cosí alto che l'architetto, su consiglio di padre Mapple, l'ha ultimato senza scala, usando per surrogato una scaletta di legno a piombo, come quelle che si usano in mare per salire da una barca a bordo di un bastimento.

- Un bel paio di guardamani di lana rossa per questa scaletta: 
Fermandosi un momento ai piedi della scala, e afferrando con tutte e due le mani i pomi ornamentali del corrimano, padre Mapple dette un'occhiata in su, e poi con una destrezza da vero marinaio, ma sempre pieno di rispetto, si tirò su a forza di mani come se si arrampicasse sulla coffa di maestra della sua nave.
Le parti a perpendicolo di questa scala erano di cavo rivestito di panno e solo i piuoli erano di legno, sicché a ogni scalino c'era una snodatura. A prima occhiata non mi era sfuggito che queste giunture, adatte senza dubbio su una nave, parevano inutili nel caso presente. Non mi aspettavo infatti di vedere il padre Mapple, non appena in cima, voltarsi con flemma e sporgendosi dal pulpito tirare su la scaletta deliberatamente, un piolo dopo l'altro, finché tutto l'attrezzo non fu ritirato.

- Lo sfondo:
Il muro alle spalle del pulpito era abbellito da una vasta pittura rappresentante una valorosa nave che teneva testa a un uragano terribile, sopravvento a una costa di rocce nere e frangenti bianchi come neve. Ma in alto, sopra la nuvolaglia in fuga e i cumuli che rotolavano oscuri, fluttuava un'isoletta di luce da cui raggiava una faccia d'angelo; e questa faccia luminosa proiettava una macchia nettissima di splendore sulla tolda sballottata del legno.
Insomma una cappella in stile marino. Certo mi immagino il cappellano a ritirare la scaletta. Speriamo non spinga i peccatori in pasto agli squali :D

Al prossimo capitolo,
Beatrice

venerdì 25 novembre 2016

{Moby Dick} Capitolo VII - La Cappella

Il tempo era passato da un freddo sereno e pulito alla nebbia e al nevischio violento. Mi strinsi addosso il giaccone peloso di quel panno chiamato pelle d'orso, e mi apersi un varco tra la bufera cocciuta. Regnava un silenzio oppresso, rotto solo ogni tanto dalle strida della tempesta.

Ismael esce dalla locanda, dove ha pernottato e fatto appena colazione, per andare a fare un giro in centro u_u e perché no? Dopotutto fa solo un freddo cane fuori, ma nella locanda non hanno nemmeno i soldi per delle candele quindi tanto vale gelare fuori. u_ú 




La cappella si presenta giá tetra: al suo interno sulle pareti laterali ha delle lapidette di marmo in ricordo ai vari dispersi in mare il cui corpo probabilmente non sará mai trovato. 

Qui Ismaele fa un pensiero davvero molto toccante:

Voi che avete morti seppelliti sotto l'erba verde, che stando tra i fiori potete dire: Qui, qui giace il mio caro, voi non sapete che desolazione cova in petti come quelli. Che vuoti amari in quei marmi bordati di nero che non coprono ceneri! Che disperazione in quelle scritte immutabili! che privazioni mortali e infedeltà non volute in quelle righe che paiono rosicchiare ogni fede, e rifiutare la resurrezione a degli esseri morti chi sa dove, senza tomba. Invece di qui, queste lapidi, potrebbero stare benissimo nella caverna di Elefanta.

Beh che dire, ha ragione. Deve essere difficile sapere di una persona cara dispersa, non si sa se viva o morta, quale tragedia se l'é portata via. É l'incertezza ha logorare le anime dei fedeli raccolti nella cappella intenti a guardare quelle lapidette.

Sicuro, Ismaele, ti può toccare la stessa sorte. Ma non so perché, mi tornò l'allegria. Incentivi affascinanti all'imbarco, forse, buone probabilità di promozione. Come no: una lancia che si sfonda, e ho il brevetto d'immortale in tasca. 

E adesso si torna al filosofico:

Ho l'impressione che abbiamo travisato in maniera madornale questa storia della vita e della morte. Ho il sospetto che ciò che chiamano la mia ombra qui sulla terra, sia la mia sostanza vera. Ho l'idea che nel guardare alle cose spirituali siamo troppo come l'ostrica, che osserva il sole attraverso l'acqua, e ritiene quel liquido denso la più fine delle atmosfere. Credo proprio che il mio corpo sia soltanto la feccia della mia essenza migliore. In verità si prenda questo mio corpo chi vuole, se lo prenda pure, non è affatto me stesso. E allora tre evviva a Nantucket; e mi si sfondi pure la lancia, o mi si sfondi la pancia quando ha da essere, perché di sfondarmi l'anima neanche Giove è capace.

Ci vediamo presto col prossimo capitolo,
Beatrice 

martedì 22 novembre 2016

Recensioni ai libri: utili o meglio starne alla larga?

Non leggo di solito le recensioni senza aver prima letto il libro u_u Questo come mia regola personale, perché spesso mi lascio condizionare e alla fine magari non lo leggo nemmeno piú il libro u_ú o lo inizio con delle aspettative troppo alte. 


book, indie, and art image
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Il peggio per me sono le stelline come indice di gradimento che si trovano accanto ai titoli dei vari libri in vendita su siti online. Non si possono nascondere e spesso quando voglio comprare un libro che bramo da tempo e lo trovo con due stelline di cinque mi chiedo cosa sia andato storto x_x Questo é uno dei motivi per cui preferisco comprare libri in libreria dove le uniche recensioni/opinioni stanno sul retro e spesso riassunte in una riga da un indaffarato Stephen King o qualche giornalista del New York Times.

Ci sono peró, almeno per me, delle eccezioni ;-) Per esempio quando si tratta di libri nuovi nuovi appena usciti, preferisco leggermi prima le recensioni di blogger fidati prima di lanciarmi all'acquisto. 

E voi come la vedete?
Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.

Alla prossima,
Beatrice

lunedì 21 novembre 2016

{Il Lunedí del Lettore} - Un bel finale o un lancio di patate?

Helloooow! 

Chi non la conosce? La parola fine. A volte va tutto bene, altre volte ci sono perdite tragiche e altre ancora vorreste tirare una patata in faccia all'autore.



Ci sono molte possibilitá per un finale buono o cattivo o una via di mezzo. E ci sono anche scrittori che preferisco una fine aperta per le loro storie o che lasciano la scena aperta con possibilitá di spin-off (come per esempio é successo alla saga di Harry Potter). 

Una cosa peró é sicura: il finale di una storia pesa su tutto il libro. Ho letto spesso libri davvero belli, ma il cui finale ha rovinato tutto 

Bisogna anche dire peró che un lieto fine non é la scelta giusta per ogni storia. Ed é giusto cosí, perché anche nella vita reale non é tutto perfetto e il libro possono rispecchiare i nostri stati d'animo e offrirci nuovi punti di vista. 

Per quanto riguarda me come lettrice preferisco i finali aperti o quelli in cui i personaggi fanno tesoro dell'esperienza vissuta. Questo perché per me é il modo piú bello di ringraziare i personaggidi una storia: lasciarli liberi di proseguire il loro cammino, salutandoli alla stazione dei treni con un fazzolettino per le lacrime urlando "a presto!". 

Parlando di finali, devo dire che quello della saga di Harry Potter non é stato per me proprio il massimo u_U poi per fortuna é arrivato "The cursed Child" che a me é piaciuto tantissimo e mi ha rincuorata :)

Peccato che durante la saga la J.K. Rowling abbia ucciso Sirius (sí, é stata lei, non Bellatrix!). Ovvio, si possono lasciar morire dei personaggi nel corso della storia, MA NON IL MIGLIORE DI TUTTA LA SAGA!  

E invece come li vivete voi i finali dei libri? Lieto fine o strage di figure?

Vi auguro un buon inizio settimana. :) 

La vostra lanciatrice di patate da puree,
Beatrice 

domenica 20 novembre 2016

Quante trilogie e saghe che mi aspettano!

Ebbene sí. Sono un'avida lettrice di trilogie e saghe. I miei libri preferiti fanno parte di saghe (vedi Il Diario di una Schiappa, Harry Potter, The Familiar, per fare alcuni esempi). E a dire il vero vorrei addirittura scrivere una saga tutta mia! :D 

Penso che il loro successo stia nella loro complessitá, che io personalmente apprezzo molto.  Quando si scrivono delle saghe si ha piú tempo per sviluppare i personaggi e gli avvenimenti, far crescere la tensione ed elaborare trame piú complicate e quindi plausibili/reali per quanto riguardo il mondo e il tempo in cui sará ambientata poi la storia. Per esempio in harry potter si conoscono le famiglie dei personaggi, la storia dietro ogni persona, si esplora non solo il castello di Hogwarts ma anche cittá magiche vicine, con le loro bottoghe e i loro abitanti indaffarati. Tutto questo richiede tempo, ma proprio cosí si possono creare storie a 360° in cui perdersi (positivamente parlando) e avere un lungo periodo di  lettura felice. 

Si sa che ci sono quei libri che una volta finiti sembra ci cadi il mondo addosso, della serie "noooooo non puó essere l'ultima pagina!". Con una saga questo capiterebbe dopo circa una media di 5 libri u_u

A volte vorrei che i miei scrittori preferiti scrivessero un libro al mese *v* Ma poi probabilmente non riuscirei a starci dietro con la lettura (vedi The Familiar: a febbraio 2017 esce il quarto volume e io ancora sto leggendo il primo :D). Fortuna che Il Diario di una Schiappa esce sempre circa un mese prima di Natale cosí uno almeno si prepara e #LINK(mantello - Gogol)la gioia cresce con l'attesa. Infatti in libreria qui é arrivato da poco il numero 11 che ho giá comprato e letto *o*

E voi come la vedete? Vi piacciono le trilogie o le saghe che sembrano non finire mai? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto ^o^

p.s. The Familiar sará costituito, a detta dell'autore (Mark Z. Danielewski), da 37 volumi °A° Dove lo trovo tutto quello spazio nella mia libreria?

Vi aguruo una buona lettura e una bella settimana. :)

Alla prossima,
Beatrice

venerdì 11 novembre 2016

{Liste} Una parola, un titolo

Io adoro scrivere liste u_u e leggendo vari post della "Top Ten Thursday" mi é venuta voglia di stilarne una avente come tema titoli di libri formati da una sola parola :D

Se volete partecipare:
- Niente sottotitoli!
- Possibilmente solo libri che si sono letti.


book, coraline, and cat image


Ecco la mia:

1. Amorino - Isabella Santacroce
2. Wildwood - Colin Meloy
3. Ulysse - Joyce
4. Lullaby - Palahniuk
5. Dracula - Stoker
6. Frankenstein - Shelley
7. 1984 - Orwell
8. Lolita - Nabokov
9. Baudolino - Umberto Eco
10. Coraline - Gaiman

Ammetto che Baudolino e Coraline ancora devo leggerli. ^^

Amorino é uno dei miei libri preferiti in assoluto, la Santacroce é prosatrice formidabile. É il terzo libro di una trilogia. Non é per tutti soprattutto per i temi trattati e le scene descritte.

Wildwood é il primo libro di una trilogia soft fantasy (ricordante un po´ Narnia un po' harry potter) bellissima e consigliatissima.

Dracula e Frankenstein non si puó non averli letti se si é amanti dei classici horror.

E la vostra lista com'é? :)
Lasciatemelo sapere qui sotto.

La Metamorfosi, Kafka

Kafka attraverso uno stile molto semplice e fluido, a tratti freddo e asciutto, fa apparire normale la più surreale delle situazioni. Siccome si tratta di un libricino (o se vogliamo di un racconto) lo si legge in un paio di giorni.

animal, animals, and blue image



La storia:
Gregor Samsa si sveglia una mattina scoprendosi trasformato in un enorme scarafaggio; la sua mente non é mutata ma non riesce piú a parlare col linguaggio degli uomini (anche se riesce ancora a capirlo). La famiglia fin da subito lo rinnega e non capisce perché Gregor gli faccia una cosa simile (!). Il tutto degenera e la famiglia, che vive sulle spalle di Gregor, é vicina alla miseria, ma ecco che riescono a ritrovare il loro vigore, a riprendere vita, quasi fosse stato Gregor a impedirgli tutto il tempo di vivere gioiosamente.

martedì 8 novembre 2016

{Recensione} Dracula - Bram Stoker

Questo fantastico romanzo ci riporta alla fine del XIX secolo. Tra carrozze e lettere all'amica del cuore si svolgono le avventure dei protagonisti.

"State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica!" "Basta l'inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi... e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché, bene o male, questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso (come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l'oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l'indefessa fede nell'inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l'appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei 'cacciatori' convergono, con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l''arrivano i nostri' dei migliori film western, a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza."
(dalla Prefazione di Luigi Lunari)
Ero in biblioteca nella sezione horror °A° e Dracula é lí che mi fissa con la sua bella copertina rossa. Non sapevo di voler leggere Dracula, é stata una scoperta u_u mi son detta why not e l'ho portato a casa.

Beh che dire..WOW! L'ho adorato. E penso che tra qualche anno lo rileggeró :)


aesthetic, Dracula, and architecture image


Dracula di Bram Stoker è un romanzo coinvolgente con un linguaggio impeccabile. I personaggi sono dolci e pieni di emozioni e questo secondo me si sposa bene con il contesto tetro che viene ricreato intorno a loro.

Ho gradito molto il modo in cui é stato scritto questo libro: attraverso lettere, protocolli e pagine di diario che hanno reso almeno per me la storia ancora piú reale.

I personaggi son tutti innamorati o hanno passioni quasi morbose verso qualcuno. Alcuni sono molto prolissi nei loro diari, altri invece sono chiari e concisi ma confessano tutto il loro cuore nelle pagine ..quante emozioni in quei diari! Il mio personaggio preferito era Van Helsing, il tuttologo di Amsterdam sempre dolce e attento, il cui linguaggio da straniero é stato reso benissimo da chi ha tradotto. 


Dracula and gary oldman image
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Uhhh una cosa che trovo strana ma forse al tempo in cui é ambientato il libro era davvero cosí: Mina manda alle 18 una lettera a van Helsing (si trovano nella stessa cittá); alle 18:30 Mina riceve una lettera di risposta da van Helsing :D  Che velocitá quelle carrozze della posta! Poi se si tratta di qualcosa di urgente ovviamente ricorrono ai telegrammi. Se fosse anche oggi cosí, si vedrebbero tutti sugli autobus intenti a scrivere con carta e penna, altri che cercano i francobolli nella tasca. 


book and Dracula image
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Sono rimasta molto colpita dai rapporti che si instauravano in quell'epoca: una stretta di mano o il dare la propria parola erano considerati alla stregua di un contratto scritto e firmato; un piccolo gesto di lealtà era sufficiente per considerare qualcuno "vero amico", pur non conoscendolo. Semplicemente sulla fiducia. Cosa ne abbiamo fatto noi di quei rapporti?

Un'opera meravigliosa che, a modo suo, fa riflettere e ricorda "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov. Consigliatissima!


Qualche citazione dal libro:

"Si impara di piú dai fiaschi che dai successi."

"Il futuro per gli angeli é tutto luce, ma per gli uomini é tutt'al piú un fuoco fatuo". ~ Dracula
(Mi ricorda tantissimo un tema di colori per Natale: luci soffuse e tanto verde bosco e blu notte.)

"In una situazione difficile, non si possono che cercare soluzioni nell'abitudine".

lunedì 7 novembre 2016

{Recensione} Il Piccione - Patrick Süskind

Il piccione è un racconto ambientato nell’arco di ventiquattro ore, in cui la tranquilla (maniacale) vita di un cinquantenne viene stravolta dallo sguardo vuoto di un piccione. <(°)

Quando gli accadde il fatto del piccione, che sconvolse la sua esistenza da un giorno all'altro, Jonathan Noel aveva già più di cinquant'anni, dietro di sé un intervallo di tempo di vent'anni circa totalmente privo di eventi, e mai avrebbe prima pensato che potesse ancora accadergli qualcosa di fondamentale se non, un giorno, dopo la morte. E così gli andava benissimo. Infatti non amava gli eventi, e odiava addirittura quelli che turbavano l'equilibrio interno e sovvertivano l'ordine esterno del quotidiano.


book, pigeon, and suskind image



SE UNA MATTINA D'ESTATE UN PICCIONE...

Jonathan Noel e' un uomo semplice, senza grandi pretese se non quella di vivere pacificamente la sua vita. Lavora come guardia giurata in una banca, socializza poco e niente, non fa del male a nessuno. E' una persona corretta, onesta ed il suo modesto vivere viene coronato prendendo in affitto una piccola camera, che lui rende il piú comoda possibile e per mezzo della quale si ritiene assolutamente soddisfatto: un lavoro, la sua privacy, rincasare la sera con la sua cena.

Poi una mattina apre la porta per recarsi alla toilette in corridoio e chi trova: un piccione. E qui inizia il delirio che aumenta di pagina in pagina.

La paura della vita stringe le sue mani sul collo di Jonathan sempre di piú fino al momento in cui nota che sono le sue di mani a stringere. Questo grazie alla nuova paura verso il piccione. Jonathan prende in qualche modo coraggio.

E' un libro strano che non mi ha detto nulla purtroppo. Complimenti a Süskind perché del niente assoluto ne ha fatto una storia u_ú Se mi mettessi io a descrivere cosí le mie giornate, avrei giá la libreria piena. Devo dire peró che Süskind é riuscito a farmi calare nell'ansia nevrotica del protagonista.

Mi ha ricordato tanto Kafka coi suoi racconti in cui succede l'inenarrabile, l'inaspettato per eccellenza e il tutto viene raccontato alla stregua di un incubo. E mi ha ricordato anche "Lo Straniero" di Camus in cui anche lí il personaggio vive un forte cambiamento che peró alla fine non cambia nulla (in pratica si inizia e finisce allo stesso modo). Perció state attenti la mattina quando aprite gli occhi, un piccione potrebbe giá stare in cucina a farvi il caffé.

Buona lettura. Ma forse anche no.

giovedì 3 novembre 2016

{Recensione} Carne - Ruth L. Ozeki

Ero allo Scaffale Pubblico* intenta a leggere i libri presenti quando a un certo punto un titolo cattura la mia attenzione: "Beef" di Ruth L. Ozeki, autrice nipponico-americana. In italiano uscito con il titolo "Carne" e purtroppo al momento fuori stampa.

Subito ho pensato: un libro sulla carne? eh? anche la trama sul retro non mi ispirava ma il libro mi chiamava e cosí l'ho portato a casa.




La Storia:
La storia di due donne che, a migliaia di chilometri di distanza, combattono una guerra di liberazione contro lo stesso nemico. Da una parte Jane, che una volta scoperto con quale indifferenza l'industria alimentare avvelena i suoi consumatori, sogna di poter rivelare l'abuso di ormoni nell'allevamento dei bovini, proprio con il suo programma televisivo sponsorizzato dalla BeefExport. E nel mentre dall'altra parte dell'oceano c'é Akiko, moglie del responsabile marketing della BeefExport, costretta a una resistenza passiva contro un marito che le impone di mangiare carne per irrobustirsi e dargli un figlio.

A volte sarei voluta entrare nel libro per aiutare Akiko contro quell'uomo cosí impossibile!

Nello specifico:
Jane diventa regista di "My American Wife", un programma di ricette rigorosamente a base di carne, fatto per incentivare l’esportazione di carne americana in Giappone. Nel libro troviamo anche il confronto tra due culture opposte (america e giappone).

Quello che fanno gli allevatori da decenni per mantenere gli standard richiesti di produzione della carne e dei dollari da guadagnare é quasi da film horror: animali riempiti di ormoni (illegali e causa negli uomini di morte, tumori, infertilitá e molto altro) e antibiotici (!), che vengono sfamati con carne dei loro simili, vecchi giornali, spazzatura ecc.

Ben presto il libro, a prima vista leggero, diventa drammatico e una pagina tira l'altra..lo si vorrebbe leggere tutto d'un fiato! Si legge velocemente sia per l’interesse che suscita che per la scrittura facile. Affronta molti problemi: non li risolve ma ce li rammenta e forse pensandoci su si può arrivare ad una presa di coscienza su alcune delle cose che ci circondano. I temi toccati sono molti e anche forti: razzismo, aborto, violenza sessuale e ovviamente, come da titolo, il mondo dietro il business della carne.

Per me non dovrebbe mancare in nessuna casa questo libro. Consigliatissimo!


* Stanza di solito situata in centri commerciali dove si possono portare/scambiare/prendere libri Io ci vado una volta alla settimana e ogni tanto trovo qualche chicca (soprattutto classici russi) e ci porto libri e riviste che non ho intenzione di tenere per me ;-)